Mentoring di neo imprenditori

L'attività di mentoring è stata impostata secondo la modalità sperimentata con successo in numerosi altri casi, per diversi anni.

Massimo è stato mentor di 18 volontari del servizio volontario Europeo e -nel 2004- uno dei fondatori dell'incubatore sociale di impresa di Mirafiori. Grazie a queste esperienze ha sviluppato una metodologia ben definita per seguire l'empowerment di giovani imprenditori. La metodologia è mutuata dagli apprendimenti derivanti da una formazione specifica sul tema del Tutoraggio (Intercultura, Isvor-Fiat, EKIS) e da continui approfondimenti legati alla figura del coach e all'organizzazione del proprio tempo.

Daniela ha esperienza nel settore del marketing dei prodotti alimentari, ed ha deciso di aprire la sua impresa, che produce caramelle divertenti.

Curiosi di cosa è venuto fuori? Il blog dell'esperienza è ospitato su Tumblr.

Le fasi con cui è stata organizzata l'attività di metoring di wonderland caramelle sono le seguenti:

0) Fase di conoscenza e rottura del ghiaccio

In questa fase si è iniziata a creare una relazione di fiducia tra mentor e mentee, in modo da superare l'inevitabile pregiudizio creatosi durante l'incontro di presentazione in Unioncamere.

L'ambiente dell'incontro è stato volutamente informale ma non confusionario e mentor e mentee si sono raccontati a vicenda la propria storia professionale, corredata da qualche elemento personale, in modo da entrare in relazione, acquistare fiducia reciproca, cominciare ad immaginare gli ambiti in cui lo scambio di competenze potesse essere più proficuo.

1) Analisi dei bisogni e delle aspettative

Lo strumento utilizzato per questa fase è stata l'intervista diretta.

Ponendosi in modalità “ascolto attivo” il mentor ha posto una serie di domande che gli hanno permesso di capire quali fossero i bisogni della mentee e quali fossero le sue principali aspettative.

In questa fase è stato importante che il mentor abbia ascoltato e che la mentee si sia sentita libera di esprimersi liberamente, senza ricevere consigli o giudizi.

Il risultato di questa intervista è stato sintetizzato con una mappa mentale che raffigura i principali elementi emersi e che rappresenta la “guida” dell'intero percorso di mentoring.

La mappa è facilmente memorizzabile e di lettura immediata. Consente ad entrambi di aver sempre chiari gli elementi importanti, le priorità, e gli argomenti da non “toccare”, perchè urtano la sensibilità o perchè la mentee ritiene di non aver bisogno di supporto in quelle aree.

2) Il contratto e gli strumenti di lavoro

In modo molto informale (sempre usando lo strumento della mappa mentale che visualizza i concetti emersi durante l'intervista) è stato “stipulato un contratto” tra mentor e mentee che prevede in particolare i seguenti elementi:

  • massima franchezza – non è utile a nessuno “giocare il ruolo” della persona contenta, se ci sono elementi di miglioramento o insoddisfazioni è bene esplicitarli ed essere estremamente franchi.

  • 100% attenzione – gli incontri sono dedicati. Anche se l'incontro si svolge al bar, l'attenzione è completamente dedicata all'incontro. No mail, no sms, no chiamate (tollerate eccezioni). A dire il vero questa regola è stata quasi implicita, in quanto appartiene allo stile di lavoro di entrambi.

  • Lo strumento del blog – per tenere una traccia dei punti più salienti della nostra attività, per dare visibilità al nostro lavoro, per permettere ad altri di intervenire/contribuire si è deciso di creare un blog (http://wonderland.impronta48.it) su cui liberamente si registrano alcuni momenti salienti dell'esperienza di tutoraggio.

  • La metodologia di lavoro – Il mentor ha presentato la metodologia di lavoro. In sintesi:

    • Gli incontri sono indicativamente settimanali. Secondo necessità ci si sente via mail/telefono. Se ci sono urgenze il mentor è sempre a disposizione per spostare l'incontro, anticiparlo, annullarlo. Il mentor è a disposizione della mentee per cui lei si deve sentire libera di chiedere.

    • Il lavoro è impostato su un'attività iniziale di vision e di definizione di obiettivi di lungo, medio e breve termine. Gli obiettivi vengono rivisti settimanalmente per poter cogliere l'avanzamento dei lavori ed assicurare che “si stia andando nella direzione desiderata”.

    • Il mentor è una specie di allenatore che ascolta, supporta e fornisce gli strumenti, ma sopratutto sostiene la mentee nel rispettare gli obiettivi che ella stessa ha definito.

3) Definizione della vision e degli obiettivi

In questa fase si sono individuati gli ambiti di intervento, fissando per ognuno i relativi obiettivi di lungo periodo (“sarei felice se tra 5 anni succedesse....”), di medio (“tra 3 mesi vorrei che...”) e di breve (“entro la prossima settimana deve succedere...”)

4) La verifica settimanale

L'incontro di ogni settimana è impostato secondo un pattern flessibile ma definito:

  • Aggiornamenti e avanzamento lavori – ascolto e confronto su alcuni temi “caldi” ed eventi particolarmente rilevanti avvenuti durante la settimana

  • Eventuale proposta soluzione / metodo di approccio al problema

  • Verifica degli obiettivi della settimana precedente (e – se necessario – revisione degli obiettivi di medio e lungo periodo)

La metodologia prevede che vengano evidenziati i successi, in modo che la mentee sia visivamente gratificata dai risultati ottenuti e sia stimolata dal raggiungerne altri.

La mentee ha ben chiaro che gli obiettivi non raggiunti non sono fallimenti, ma stimoli di riflessione per capire “come mai non ce l'ho fatta?”: imprevisti/fattori esterni, cambio di priorità, cattiva stima dei tempi, umore, carenza di determinazione.

Capire le cause degli obiettivi non raggiunti è molto importante perchè la mentee si rende subito conto degli ambiti su cui è necessario che intervenga.

Aver chiaro gli obiettivi settimanali aiuta a non farsi “travolgere dagli eventi” e non fare solo le cose urgenti, tralasciando quelle importanti.

La verifica settimanale è anche il momento durante il quale viene inserito il supporto più “tecnico”, legato alle competenze specifiche aziendali del mentor (nel nostro caso: controllo di gestione, contratti e web marketing).

Infine, l'incontro settimanale serve a valutare l'umore della coppia di lavoro, in modo da individuare prontamente elementi di insoddisfazione e trovare delle strategie per superarli.